L’IMBARCO di Alfredo D’A.

2011. Riviera romagnola.

La barca è la musica, mi tiene ancorato tra vomito e ispirazione di un bellissimo mare. Nel limbo. Vagando cercavo punti fermi e ne ho trovati solo di interrogativi. Ho passato gli ultimi 5 anni a organizzare eventi hip hop/reggae, qui, tra le mazurche, i valzer e il tunz tunz turistico che da sempre, senza troppo stile, ci distingue.

Quando ho aperto le orecchie, ho trovato nell’Italia che conta ma non viene calcolata,bellissima musica.

Di qualsiasi genere. Cantautori dei nostri giorni,parolai di grande sensibilità,tatto,gusto,pittori in metrica. Gruppi rock,elettro pop,alternativi in genere che sudano fieri e sono vent’anni avanti rispetto al resto del mondo,nelle tematiche,perchè la nostra lingua ci permette cose che non sappiamo nemmeno. Rapper col fuoco in corpo,con la tecnica,con l’idea,coi concetti chiusi ermeticamente nelle rime. Che fanno dischi,dischi veri,non d’oro. Dischi di piombo,che ti entrano e restano lì. Sono rimasto stupito,confesso,  allibito allo stesso tempo. La musica c’è. Cosa manca? ed ecco che mi son puntato il dito addosso. Fare lo spettatore,non è un ruolo marginale. Io sono quello che cerca i dischi,li scarica e poi li compra. Se tutti smettessero di guardare certi fenomeni da baraccone,non ce ne sarebbero altri a seguire. Questa è la magia,forse utopistica. Ma io di sicuro non regalo nemmeno le visualizzazioni,perchè amo la musica e non sopporto venga derisa. Qualsiasi essa sia.

Ci sono artisti che mi hanno aiutato a vivere,nel vero senso della parola. Gente che non conosco,che mi ha risolto problemi senza nemmeno parlargliene. Questa è la potenza della musica,della comunicazione. E se è vero che la ami,scegli la tua. Rispettala. Ed ecco che mi trovo solo ma a combattere una guerra di fianco a tantissima altra gente. Come te,come me. Uguali ma diversi. Perchè non è la cresta a fare il punk,il new era a fare il rap,il rasta a fare il reggae,ci può anche essere estetica nell’etica,ma non solo quella. La musica è una mentalità,un modo di vivere. La guerra che combatte il punk,paradossalmente è la guerra che combatte il rapper,il cantautore emarginato da Sanremo,il rasta.

Chi è che guida questa fottuta nave? Fermate tutto. Sto per vomitare.

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