TITOLO Un’ultima stagione di esordienti
AUTORE Cristiano Cavina
ANNO PUBBLICAZIONE 2006
Eravamo una squadra che suscitava allegria, in trasferta. Almeno prima del fischio d’inizio. Le nostre maglie blu erano sbiadite da infiniti lavaggi e i numeri si scucivano dopo pochi minuti. Alcuni i noi avevano le scarpe di qualche misura in più, per non doverle ricomprare nuove ogni anno. Poi si cominciava a giocare, e saltava fuori che non era per niente facile batterci. Non che fossimo dei fenomeni, a parte il Grande Poggio. Ma eravamo affamati di pallone. Gli davamo la caccia, come predatori. Eravamo nati per quello. Nell’ecosistema dei campionati giovanili, eravamo in cima alla catena alimentare.
Casola Valsenio è un paese in provincia di Ravenna, ha duemilasettecento residenti e il patrono del paese è Santa Lucia., festeggiato il tredici dicembre di ogni anno. Non sta sul mare, Casola Valsenio, sta invece sui colli, a metà tra la Romagna e la Toscana. Come in tutti i paesi di provincia la vita ruota attorno alla piazza, alla parrocchia e naturalmente al campo sportivo. Ed è qui, in un campetto dietro l’oratorio, dove un gruppo di ragazzini di terza Media, ognuno col suo carattere e annesso soprannome, tira calci a un pallone tutti i santi giorni. L’obiettivo del gruppo è raggiungere il tiro perfetto, quello utile ad annientare l’avversario, mettendo il calcio sopra ogni cosa e attraversando, tra la polvere dei campetti di ghiaia, l’ultima stagione da esordienti.
La storia, raccontata in prima persona, è tutta centrata sul campionato di calcio del Casola, squadra di tredicenni del paese pronta ad affrontare durissime partite in giro per le periferie della Romagna. Fantanelice, Reda, Alfonsine… sprofondare nella Bassa tra campi circondati di peschi e inerpicarsi tra i monti, dopo innumerevoli tornanti, per giocare su campetti spogli e gelati dal ghiaccio. Correre tutta la stagione per arrivare alla sfida finale col Borgo Ghibellino, i nemici di una vita, avversari di sempre affrontati in uno scontro che non è solo una partita di calcio, ma anche, probabilmente, qualcosa di più.
Cavina racconta la provincia con i suoi personaggi e le sue manie, dove il campionato di calcio del Casola fa da collante tra ricordi esilaranti e aneddoti malinconici del passato. Il libro, infatti, è autobiografico e rappresenta, oltre all’ultima stagione da giovane calciatore, anche la stagione da giovane tredicenne del protagonista. Pronto (purtroppo?) ad entrare di balzo nell’età adulta.
Perché la terza media, per tutti quanti, è l’ultima curva, quando ci sono ancora cose che sono più importanti di tutto ciò che verrà dopo. C’è un allenatore più autorevole di genitori, professori e preti messi insieme, ci sono gli amici per la pelle, c’è l’ultima estate insieme prima della divisione alle Superiori e ci sono interminabili pomeriggi passati a giocare a pallone su campi pieni di buche. È
l’ultima stagione da esordienti, quando un tiro in porta “fatto per bene” è più rispettabile di un “ottimo” ricevuto in classe, quando ancora non pensi a cosa fare della tua vita e quando ancora, beato te, non pensi alle ragazze ma solo alla lealtà tra compagni di squadra.
