DISASTRI di Daniil Charms

Pubblicato il 7 giugno 2011 da

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libri

TITOLO Disastri

AUTORE Daniil Charms (traduzione a cura di Paolo Nori)

CASA EDITRICE Marcos y Marcos

ANNO PUBBLICAZIONE 2011


Daniil Charms, scrittore russo, di quando la Russia era la Russia sovietica, odiava i bambini, ma non poteva fare a meno di scrivere per loro. Monologhi, poesie, racconti assurdi e stralunati hanno occupato la vita di Charms fino alla sua morte. Paolo Nori, scrittore emiliano, nello specifico di Parma, li ha tradotti e raccolti in questa edizione chiamata, da lui, Disastri. Che poi, questa edizione, era già uscita anni fa con un altro nome, il nome era Casi, ed era tradotta da due persone, Serena Vitale e Rossana Giaquinta, che, dicono alcuni, siano state più fedeli al testo originale.

Io, dico la verità, consiglio la versione di Nori che, secondo me, è più vicina alla bizzarra, seppur geniale, personalità di Charms.

Dicono che Charms, un giorno, sotto la dittatura di Stalin, sia uscito di casa così, come sempre, tranquillo. Vado a comprare le sigarette, ha detto alla moglie. Va bene, ha detto lei. Poi non è più tornato.

Dicono che ha incontrato quelli che gli hanno chiesto Ma te, Daniil Charms, che noi sappiamo che non ti chiami Charms ma ti chiami Juvacév, è vero che hai detto, secondo te, te che ti piace Sherlok Holmes e odi i bambini e ti chiami Daniil Ivanovic Juvacév, è vero che te, che ti fai chiamare Daniil Charms, hai detto che la guerra, alla fine, la vincono i tedeschi? No, ha risposto Charms, non l’ho mica detto. Bugiardo! hanno detto loro, e l’hanno chiuso in ospedale psichiatrico dove è successo che è morto, da solo, nel millenovecentoquarantadue.

Queste cose, poi, le ha dette sue moglie un sacco di anni dopo, tipo negli anni ottanta, che anche lei, che era sparita, non la trovavano più. Si era invece trasferita in Venezuela.

Paolo Nori, scrittore emiliano, nello specifico di Parma, raccoglie in Disastri una montagna di scritti di Charms, alcuni lunghi, quasi tutti corti. Roba che a quel tempo, al tempo di Stalin, non piaceva alla gente, la gente sovietica, e infatti c’era questo amico di Charms che raccolse tutto, tutti gli scritti dico, che se no chissà dove finivano, questi scritti, alcuni lunghi, quasi tutti corti.

Paolo Nori, scrittore emiliano, nello specifico di Parma, li traduce e li raccoglie e li mescola con parti del diario dell’autore, che è Charms, appunto, e queste parti, queste parti prese dal diario dell’autore, si notano perché, nella versione chiamata Disastri, sono scritte in corsivo. Queste cose, queste cose scritte da Charms e mescolate a parti del suo diario, sono cose che escono e allontanano e disintegrano ogni logica e queste cose, queste cose tradotte da Nori in Disastri, sono cose tipo:

C’era un uomo rosso di capelli che non aveva occhi né orecchie. Non aveva nemmeno i capelli, tanto che lo dicevano rosso convenzionalmente. Parlare non poteva, dato che non aveva la bocca. Nemmeno il naso aveva. Non aveva neppure le mani e i piedi. E il ventre non aveva, e la schiena non aveva, e la spina dorsale non aveva, né aveva viscere di nessun tipo. Non c’era niente, quindi non si capisce di chi si tratti. Meglio che di lui non parliamo più.

Che io dico Va bene, la traduzione di Serena Vitale e Rossana Giaquinta può essere più corretta, ma Charms, che si chiama Daniil Ivanovic Juvacév ed è nato a San Pietroburgo diventata Pietrogrado poi Leningrado e ancora San Pietroburgo, lui che odiava i bambini e scriveva per i bambini, lui che è stato detto che era matto anche se non lo era, lui, Daniil Charms, va letto in Disastri, secondo me, la versione di Paolo Nori, scrittore emiliano, nato Parma, esperto di letteratura russa.

 

 

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