Una ballerina classica di nome Nina, tenta in tutti i modi di raggiungere la perfezione nella sua disciplina per la sua esibizione nel “Lago dei cigni“. La sua ossessiva ricerca, stimolata da un freddo regista-coreografo e da un rapporto teso con la madre, la porterà progressivamente “oltre”, fino a farla identificare con “Odette”, la principessa trasformata in un cigno dello spettacolo.
La pellicola è un magistrale incubo su determinate pulsioni autodistruttive tipiche di molte giovani ragazze: la competizione artistica diventa qui un mezzo per emergere, per superare le proprie insicurezze, vincere le proprie paure ed affermarsi nel mondo. Ma lo stress e i conflitti diventano qualcosa che corrompe l’equilibrio della mente, l’agonismo diventa agonia e i soggetti e la realtà si mescolano e si sovrappongono.
Il film di Aronofsky è molto vicino al taglio delle pellicole di Lynch, ma si mantiene autonomo da quella linea stilistica rimanendo sempre “in tema” (e senza mai instillare nello spettatore il dubbio che la sceneggiatura sia un’accozzaglia di idee e scene meramente casuali). Uno spettacolo onirico e surreale che mantiene incollati alla poltrona.
Ottime le interpretazioni e i vari interpreti: Natalie Portman, la fragile ed eterea Nina, talmente dedita alla perfezione da raggiungere l’autolesionismo; Mila Kunis, sensuale ballerina, aggressiva e determinata, nella quale Nina vorrebbe specchiarsi nella sicurezza che le manca e nella libido che reprime; Vincent Cassel, regista esigente e duro; Winona Ryder, ex protagonista turbata dalla sua sostituzione e dalla fine della sua carriera. La struttura simbolica, la realtà che si sovrappone ai sogni e agli incubi della protagonista e la presenza di scene “forti” rendono questo film adatto solo a chi vuole indagare un po’ sull’animo umano, quando la psiche si spinge oltre i limiti e le proprie passioni ed ambizioni diventano inquietanti e distruttive pulsioni. Un film che agita i nervi e colpisce, ma che può scuotere e disturbare pesantemente, soprattutto chi si aspetta un film sulla danza classica leggero e disimpegnato.
Consigliatissimo, ma a patto di non essere ansiosi o un po’ depressi.





VeniVidiVINS!
26 marzo 2011
Curiosità letta sulla rubrica di Federico Rampini su D La Repubblica n.734, giusto per farvi sentire un pò più merde del solito.
Quella bruttona di Natalie Portman, Oscar per Black Swan, non solo ha cominciato a fare film a 13 anni con Luc Besson, ma nel frattempo al liceo era un geniaccio tale da partecipare alle semifinali dell’ Intel Science Talent Search, e dopo il liceo ad entrare ad Harvard. Come va l’autostima?
diegotheshore
27 marzo 2011
Ricordiamo, tra le altre cose, anche il gruppo a lei dedicato!