“ORA”: è qui la festa.

Artista: Jovanotti
Album: Ora
Anno: 2011
Genere: boh!
Provenienza: Cortona, Italy
Major: Universal
Se ti piace ascolta anche: M.I.A., Black Eyed Peas, Daft Punk, Gorillaz, Bob Sinclar
Pezzi cult: Megamix, Le tasche piene di sassi, Ora, Il più grande spettacolo dopo il Big Bang, L’elemento umano, La bella vita e La notte dei desideri.

Dopo quasi tre anni dal fortunatissimo “Safari” (nominato recentemente come disco italiano del decennio), Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti ritorna con un disco prevalentemente elettronico che spiazza, confonde e disorienta. Un disco con un incredibile carica di energia positiva, pieno di felicità,  di vitalità e di gioia di vivere. Un disco pretenzioso che rischia di annoiare e invece fa tutt’ altro. Un disco eccezionale, che emoziona, che fa pensare, che ti avvolge tra le sue braccia dalla prima all’ ultima traccia (..ho fatto anche la rima, Yeah!). Un disco che, a mio parere, rappresenta l’ennesima svolta nel lungo percorso artistico del rapper. Facendo un’equazione, “Ora” : Jova = “Anima latina” : Lucio Battisti.

Già dal primo ascolto di “ORA”, ho avuto la netta sensazione di avere tra le mani il miglior disco di Lorenzo. E ciò non mi stupisce affatto, visto che mi è sempre capitato per ogni suo album. Tutto ciò è ovviamente un pregio, significa che il cantautore toscano può permettersi il lusso di migliorare, di sperimentare, di cambiare per essere sempre più se stesso.

Diciamo che se negli Stati Uniti c’hanno Kanye West. In Inghilterra c’hanno Damon Albarn. Noi c’abbiamo Jovanotti. Lorenzo Cherubini è infatti uno dei pochi in Italia ad avere il coraggio – e una buonissima dose d’incoscienza, che non fa mai male – di mischiare generi e di fare dischi ambiziosi di gran gusto e soprattutto di successo.

Il rischio è quello di non riuscire bene in tutto – ma cazzo! – il signor Cherubuni ci riesce a pienissimi voti. “Ora” è un lavoro ricco di parole, lungo (due dischi nella versione deluxe), pieno di roba. Ciò che risalta e sorprende è la notevole carica vitale, nonostante la recente perdita della madre arrivata poco dopo quella del fratello.

Vediamo nello specifico le 25 tracce di “Ora”, che sicuramente piaceranno al suo alter-ego dei primi anni ’80 Gino Latino:

1. “Megamix”: con questa traccia Lorenzo apre le danze. “È questa la vita che sognavo da bambino, un po’ di Hello Kitty un po’ di Tarantino”. La mia preferita. FANTASTICA.

2. Il primo singolo “Tutto l’amore che ho”, è un raro caso di canzone radiofonica nazionalpopolare tanto intelligente e musicalmente non banale. SPECIALE.

3. “Le tasche piene di sassi”: cosa dire davanti a tanta meraviglia? Sarà un grandissimo successo, al pari di “È per te” o “A te”. Da sottolineare che il pezzo, come l’intero disco, è dedicato alla madre. Complimenti Jova, erano anni che non mi emozionavo così. GRAZIE.

4. “Amami” è un pezzo pop con il rap-pseudo-rap jovanottiano inserito su un ottima base electro. Anche qui Lorenzo riesce a pieni voti. Grande.

5. “Ora”: è la canzone che da il titolo all’ intero progetto. Procede in una direzione ipnotica simile alla traccia precedente, mi ricorda “Paper Planes” di M.I.A. e nel ritornello non so perché ha un qualcosa da “Into the wild”. DIVENTERÀ UNA DELLE PIÙ APPREZZATE CANZONI DELLA SUA CARRIERA. SPECIALE.

6. “Il più grande spettacolo dopo il Big Bang”, pezzo dal testo molto romantico e dal tiro più o meno rock’n'roll con chitarre tra Snow Patrol e Stars, giocato come altri brani qui presenti sulla ipnoticità. Sicurissima hit di successo.

7. “L’elemento umano”,  con un cameo dell’amico Luca Carboni. Ottimo testo. Ottima interpretazione. Entra dentro e fa pensare. Mancava un pezzo così alla tanto arida musica italiana. Grazie Lorè.

8. “La bella vita” con i mitici Amadou & Mariam: canzone in italo-francese dal ritmo più Bob Sinclar che afro. Sicuro tormentone estivo (“l’Afrique c’est chic”).

9. “Battiti di ala di farfalla” con ospite Michael Franti: prosegue nella direzione del pezzo precedente, la base è electro-jazz ma l’effetto Bob Sinclar non è del tutto scongiurato. Ricorda “Hey mama” dei Black Eyed Peas. Yeah!

10. “Io danzo” pezzo rap futuristico con un testo attuale e un ritmo techno sincopato. Bella paranoia. Testo davvero yeah! ;)

11. “La notte dei desideri” pezzo danzereccio con un’ ottima melodia sullo stile di “Tutto l’amore che ho”. Ogni cosa è illuminata. Mette troppo bene.

12. “Quando sarò vecchio”, bel testo (Quando sarò vecchio sarò vecchio, nessuno dovrà più venirmi a rompere i coglioni), musica con chitarre surf, una fisarmonica, un fischio spaghetti western (eseguito dal grande Alessandro Alessandroni) e un andamento ska. Riecheggia nell’ aria Paolo Conte. Riuscitissima.

13. “Un’illusione”, tra i lenti dell’album è il più riuscito. Atmosfera vellutata alla Air di “All I need”. Una carezza. Figata soft.

14. “La porta è aperta” torna a spingere con un bel basso electro Daft Punk che sembra di stare dentro Tron Legacy caaazzo. DELIRIO.

15.“Rosso d’emozione”: pezzo inquietante quasi Nine Inch Nails. Ci piace.

Il bonus CD riserva grandissime sorprese, tanto da risultare ottimo quanto il disco ufficiale, a partire da una “Spingo il tempo al massimo” che fa proprio ciò che dice il titolo, una “Kebrillah” che conferma l’impressione che Lorenzo ultimamente deve aver sentito un sacco di M.I.A., “La festa infinita”, tra le cose migliori del doppio disco, un pezzaccio tra Crookers e Kanye West con tanto di auto-tune, “Dabadabadance” un esperimento che inizialmente desta non poche titubanze, poi ti entra nel cervello e non te la togli più dalla testa. Yeah! “Sul lungomare del mondo” scivola piacevole e rilassata, mentre “Go!” è unz-unz dance. Un altro yeah insomma.
I pesci grossi”, è una sorta di remix di “Mondo” di Cesare Cremonini su cui il Jova aveva già rappato. Mi piace e parecchio. Infine “Sulla frontiera” (un remix di “Io danzo”), “La medicina” e la versione acustica de “L’elemento umano” sono le ciliegie sulla torta.

“Ora” è indubbiamente l’album più schizofrenico e vario di Jovanotti. Per questo disco ha abbandonano il ruolo di cantautore per farci ballare, ma ci tengo a dirlo, anche questa volta ci emoziona con testi di raro gusto e bellezza. Anche sul piano vocale Jovanotti è migliorato moltissimo, intonando anche sulle ballate, ottimi vocalizzi in stile Tenco.

Diciamo che “Ora” – insieme all’ altro doppio dei Verdena “Wow” – è uno dei migliori che ho ascoltato in queste ultime settimane. Bravo Lorenzo, questa volta ci hai regalato un LP che - sono sicuro - entrerà  nella storia della musica italiana. Giustissimo anche il titolo. Stupenda la cover e l’intero Booklet a cura di Maurizio Cattelan. Una vera opera d’arte!
Avevamo bisogno di un disco così, ora.

Voto: ★★★★★

6 risposte su ““ORA”: è qui la festa.

  1. buonasera a tutti i lettori e non,
    scrivo forse uno dei miei primi commenti riguardo ad una recensione, e devo dire che sono rimasta eccezionalmente sbigottita dal pressapochismo, dal superficialismo e dall’incompetenza di chi ha scritto queste poche parole accantonate una all’altra.
    Leggendo questa recensione mi sono immaginata uno sbarbatello, che oltre a non conoscere praticamente nulla di musica, riesce comunque a farsi carico di un ENORME FARDELLO COME QUELLO DELLA CRITICA MUSICALE: ovviamente critica significa in primo luogo GIUDICARE e proprio leggendo sopra, tutto percepisco tranne che un giudizio.
    Solo parole e ruffianate gratuite che sebbene meritate ( sono una grande fan di lorenzo anche io), lasciano il tempo che trovano e meritano giusto di essere lette in un blog personale dove GIUSTAMENTE ognuno è libero di mettere la propria opinione.
    La bella vista dell’articolo non viene certo dai contenuti dal punto di vista di “CRITICA MUSICALE” , ma semplicemente da un ridondante e petulante incalzare di complimenti che per un artista del calibro di Lorenzo forse meriterebbero perlomeno un analisi più approfondita…. in poche parole un analisi almeno spicciola ma sufficientemente degna di essere letta da qualcuno che forse vuole comprare un cd magari leggendo una recensione che gli dica che è qualcosa più di BELLO….
    Per non parlare della frase ” Già dal primo ascolto di “ORA”, ho avuto la netta sensazione di avere tra le mani il miglior disco di Lorenzo. E ciò non mi stupisce affatto, visto che mi è sempre capitato per ogni suo album” che è assiomaticamente senza senso, ma comunque uno può fare anche lo sforzo al limite di capire dove l’autore della recensione volesse andare a parare….
    Tutto questo per concludere che oltre ad una standardizzazione della musica praticata dove ormai il livello è costantemente abbassato per permettere a tutti di entrare nel mercato (se di mercato si può parlare), ad oggi è anche intensamente attiva la standardizzazione delle famose chiacchiere da bar e l’improvvisazione di gente che una mattina si sveglia e crede di essere CRITICO DI MUSICA….
    Ragazzi svegliamoci un pò… l’italiano è una bella lingua sia parlata che scritta, ed è facile scrivere paginate di cose che in fondo non hanno nè un capo nè una coda… ma cerchiamo di usare con parsimonia questo “politichese” che non fa bene a nessuno….
    un bacio a tutti
    buona giornata

  2. Gentile Alessandra,
    sono Marco il recensore di MEWFACTORY, autore della recensione pubblicata su soleluna.com!

    Innanzitutto la ringrazio per l’attentissima analisi che ha fatto della mia recensione, dispiacendomi per averla fatta infuriare. Ricordandole però, che ci sono fatti ben più importanti al mondo per il quale indignarsi.

    È un onore per me, che qualcuno spenda del tempo a leggere e commentare i miei articoli, si figuri, quale possa essere stata la mia reazione nel vederla pubblicare sul sito ufficiale del più grande artista italiano degli ultimi anni: Lorenzo Cherubini.

    La ringrazio anche per avermi chiamato “sbarbatello”, purtroppo non ho più l’età per essere definito tale, ma quando mi si attribuiscono meno anni di quelli che ho, per me è sempre un piacere.

    Leggendo il suo commento, riguardo al discorso del bello, mi ha riportato alla mente la concezione di bello in Platone. Per Il filosofo il bello è ciò che offre all’occhio e alla mente proporzione e armonia, ordine e misura. Non voglio apparire esagerato, ma ritengo fortemente che “Ora”, raggiunga a livello artistico, proprio quell’ armonia di cui parlava Platone. Queste 25 canzoni rappresentano a mio giudizio, tutto l’universo “Jovanotti”, l’ uomo, l’ artista, il rapper, il cantautore, il dj. È questo l’album della maturità? Non lo saprei dire con certezza, sicuramente posso affermare che sia BELLO! Bello inteso come armonico, aggraziato, equilibrato, euritmico, perfetto in ogni sua sfaccettatura, in ogni sua più piccola parte. Ora, è un disco meraviglioso, che parla da sé. Un disco coraggioso – quali sono gli artisti da mainstream, sulla scena da più di vent’anni, capaci di mettersi così in gioco? – e non certo commerciale, anche se sono più che sicuro che questo disco diventerà un bestseller e che saranno molti i singoli a uscire da “Ora”.

    In questa ultimo lavoro, ci sono testi, componimenti, arrangiamenti di grande avanguardia. Questo disco stravolgerà la musica italiana contemporanea, ne sono sicuro. Mi dica lei, come non potevo elogiarlo con tutta quella foga? Come potevo non attribuirgli 5 stelle?

    Detto questo, le posso assicurare, che Lorenzo e il suo staff è gente di grande intelligenza e correttezza, e il fatto che lei insinui che la mia recensione sia stata pubblicata, non tanto per la mia abilità da critico, ma solo perché palesemente a favore del disco (o come lei ha scritto “solo parole e ruffianate gratuite”), implicitamente mette in dubbio la loro professionalità. Questo mi turba molto e mi dispiace profondamente.

    Per quanto riguarda l’italiano, la penso come lei. Anche io la ritengo una lingua meravigliosa, per questo la studio, mi ci applico, la difendo e nel mio piccolo cerco di diffonderla ogni giorno.

    Quello che ci tengo a sottolineare, è che fare una critica non significa criticare a tutti i costi un disco, spesso può essere un elogio, proprio come è accaduto in questa occasione.

    Le confido che ho sorriso quando ha parlato di presunti errori assiomatici. Non mi voglio soffermare su questo, ma sul fatto che veramente ho pensato che fosse il miglior album di Lorenzo fin dal primo ascolto. E continuo a dirle che non mi stupisco affatto, perché una della grandi capacità del rapper, è proprio quella di arrivare subito al cuore delle persone e di migliorare di disco in disco.

    In conclusione, la ringrazio, perché per aver scritto un’ analisi così profonda significa, che lei ha dedicato alla mia recensione un’ attenta lettura. Questo è sicuramente uno dei miei obbiettivi quando scrivo.

    In questi giorni mi sono arrivati tanti commenti di persone che hanno apprezzato il mio operato, è bello e suggestivo leggere anche commenti negativi che ti permettono di comprendere altre sfaccettature del proprio lavoro. La critico solo di aver usato alcuni termini impropri, ma in fondo questo è il prezzo da pagare quando ci si espone.

    Starei ore a difendere la mia recensione, ma purtroppo ho molte altre cose da fare. La invito, in futuro, a tornare sul sito con il quale collaboro, per leggere le prossime recensioni. Magari si ricrede. Chissà.

    La saluto ringraziandola.
    Buona giornata
    Marco

  3. Cara Alessandra,
    Mi trovi in parte d’accordo in parte no quando condanni il fatto che tutti oggi si possano improvvisare critici.
    Con la diffusione che sta avendo la rete ai nostri tempi chiunque non solo può produrre musica anche con un semplice computer, ma può distribuirla e cioè potenzialmente arrivare a farla conoscere dall’ altra parte del mondo. Potenzialmente. Poi è chiaro che le cose vanno diversamente ed entrano in gioco fattori quali il feedback che dà la vera visibilità a un prodotto/opera.

    E qui entrano in gioco i critici. Quelli esperti e quelli che lo fanno per passione o anche solo a perditempo. Si perchè in realtà tutti siam critici perchè tutti esprimiamo un giudizio sul valore di ciò che compriamo, ascoltiamo, di cui ci serviamo. Lo dimostra il fatto che non c’è un percorso definito per diventare “critico” musicale o d’altro.

    E anche qui grazie alla rete tutti possono dire la loro. Tutti. É quello che mi affascina della rete. La sua democrazia. Uno vale uno. La rete che permette a Marco, ragazzo qualunque come me, di essere pubblicato da SOLELUNA. Una grande soddisfazione per uno che non è professionista del settore.

    Ma soprattutto che permette a te, lettrice qualunque, di rispondere a Marco e dirgli quello che pensi di quello che ha scritto e di essere ugualmente pubblicata. La rete decide se quello che si scrive è vero o falso, se meritevole o no. Perchè la rete siamo noi in tempo reale in una grande arena a fare pollice su o pollice verso. Per fortuna i pollici su, o meglio gli iLike (fb), di questo post sono tanti e speriamo crescano.

    Infine penso che il livello della musica non si sia abbassato. Semplicemente essendosi moltiplicato esponenzialmente il numero di artisti che si propone al grande pubblico, è più difficile trovare chi merita davvero. Anche gli Arctic Monkeys erano degli sbarbatelli quando postavano i loro pezzi su myspace ma grazie a quel mezzo sono usciti dalla massa e ora fanno tour in giro per il mondo.

    Detto ciò siamo lusingati che questa con noi sia una delle tue prime volte che commenti un articolo.
    Speriamo di averti qui ancora.

    Alla prossima,
    V.

  4. Ben scritta, equilibrata e attenta.

    Ma cosa farnetica questa?
    “Ragazzi svegliamoci un po’”? Ma chi ti credi di essere!!!!!!!!

    Tanti compimenti all’ autore, ottimo lavoro.

  5. Per me la recensione è scritta mlto bene e la tipa è un’invidiosa che non ha un cazzo da fare tutto il giorno.

    Bella risposta comunque!!!!!!!! : )

    _lù_

  6. Pingback: Il più grande spettacolo dopo il Big Bang: Jovanotti live @ 105 Stadium (RI) – 16/04/2011. « MEWSPAPER·

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