The Social Network (USA, 2010), di David Fincher (regista di Seven, Fight Club per citarne alcuni) è una biografia su Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook.
Siamo nell autunno del 2003, quando uno tra i più ingegnosi studenti di Harvard siede davanti al suo computer e inizia a creare uno tra i più grandi Social Network della storia.
Il tutto parte da una delusione amorosa…infatti il povero Mark viene lasciato dalla ragazza, perché reputato “stronzo” e incapace di intrattenere rapporti sociali.
Dallo sconforto nasce l’idea di FaceMash: piratare i server contenenti gli annuari (appunto i famosi “facebook”) universitari di Harvard appropriandosi delle foto delle ragazze, per poi realizzare un sito dove metterle a confronto. Il sito ebbe 20.000 contatti solo le prime 2 ore.
Da qui in poi il progetto di Mark si allarga sempre di più e con l’aiuto dell’amico Eduardo Saverin, comincia a creare TheFacebook.
Dopo il susseguirsi di avvenimenti, incontri, problemi ecc..si forma quello che al giorno d’oggi è il più popolare dei social network.
Ma non tutte le belle storie hanno un buon fine, infatti Mark divide la sua vità, tra l’ incredibile successo della sua creatura e varie battaglie legali che lo vedono come “il cattivo” di tutta questa faccenda.
Affronta diversi processi che lo vedono opposto a quello che “sembrava” il suo migliore amico Saverin e ai due fratelli Winklevoss.
Tutt’ora nessuno sa chi abbia ragione.
Da notare sicuramente è la differenza tra il “creatore” e la “creatura”.
Infatti mentre Mark risulta un ragazzo ambiguo, cupo, solitario, schietto, cinico ma al tempo stesso fragile, Facebook invece è l’emblema della “nuova società” e si basa sulla condivisione totale dei propri pensieri, foto, idee ecc….
Se Jesse Eisenberg è straordinario nel interpretare il geniale ma frustrato Mark Zuckerberg , Andrew Garfield è ottimo nell’interpretazione dell’Amico-Socio, Eduardo Saverin, conquistato e affascinato dall’idea rivoluzionaria di Mark per poi essere tradito. Per non parlare poi di Justin Timberlake che non è affatto male nell’interpretare Sean Parker (il creatore di Napster), e i due ‘gemelli’Armie Hammer e Joshua Pence, credibili nel ruolo dei fratelli Winklevoss, due aristocratici studenti che si dedicano al canottaggio e palestra.
Il film in sé per sé è ben riuscito e diretto. Fincher riesce a conciliare i vari collegamenti tra presente e passato senza far annoiare lo spettatore.
La vicenda che si va a narrare è molto chiara e appassionante.
Tralasciando i vari dubbi riguardanti Facebook e le sua utilità, è un film che consiglio di vedere perché tratta le relazioni che al giorno d’oggi regolano il mondo, reale e non, e sulla solitudine che lo affligge. Le problematiche sociali di Mark, rispecchiano i problemi legati alla società di oggi, dove in molti sentono il bisogno di “esiliarsi” in una vita virtuale per sopprimere i propri problemi e per avere un po’ di successo.
A voi la scelta…..






AGENTEOO7
19 novembre 2010
Bravo Matthew….con l’italiano ora ci siamo:)